Shantaram è un romanzo autobiografico dell’autore australiano Gregory David Roberts uscito nel 2003. Shantaram si basa sull’esperienza di Roberts, un rapinatore e eroe al tempo, che è fuggito dal carcere di Pentridge e si è rifugiato in India, dove ha vissuto per dieci anni.
In fuga a Bombay, apre un piccolo ambulatorio gratuito in uno slum (baraccopoli) del terzo mondo, lavora per il capo della mafia di Bombay, ricicla denaro sporco e funge da “soldato di strada”, mentre combatte con le armi russe nelle montagne dell’Afghanistan. Con astuzia, la madre di una persona ritenuta affidabile che ha incontrato a Bombay gli ha dato il soprannome di Shantaram, che significa in marathi.
La Trama prima parte
Nel 1978, Roberts viene condannato a 19 anni di carcere per alcune rapine commesse mentre era un tossicodipendente, ma nel luglio del 1980 evade in pieno giorno dal carcere di alta sicurezza dello Stato di Victoria, diventando uno degli uomini più ricercati dell’Australia per tutto il decennio successivo.
Roberts vive a Bombay per la maggior parte del suo tempo libero. Prabaker, che diventerà il suo miglior amico dopo aver conosciuto un uomo del posto, fonda una clinica gratuita negli slum, o baraccopoli indiane. In questa clinica, impara la cultura e le caratteristiche delle persone indiane, che poi ama profondamente.
A causa delle sue attività, subisce la vendetta della più famosa e influente maîtresse di Bombay, che lo arresta senza un vero capo d’accusa. Su richiesta di Abdel Khader Khan, il leader di uno dei clan mafiosi più potenti di Bombay, un suo amico lo libererà dopo circa quattro mesi di carcere e abusi sessuali.
Successivamente, inizia a lavorare per lo stesso Abdel Khader Khan, lavorando nel riciclaggio di denaro e nel falso passaporto. Al tempo stesso, assume le responsabilità dei suoi nuovi amici, che ha incontrato lavorando nei slums. Poi vivrà molte avventure, come combattere con gang criminali locali e entrare nell’industria cinematografica indiana di Bollywood. Potrebbe piacerti leggere anche l’articolo scritto su Dove non mi hai portata. Mia madre, un caso di cronaca di Maria Grazia Calandrone
In seguito si impegnerà in una spedizione per contrabbando di armi per i mujaheddin afghani e, nel corso di questa lunga spedizione, il suo gruppo raggiungerà le porte di Kandahar. Questo è il luogo in cui viene assassinato il suo mentore Khan. Da quel momento, tutto gli sembra orrendo e sbagliato. Cade in depressione e pensa che tutti i suoi amici, compreso Prabaker, siano morti.
Conclude costruendo una vita onesta a Bombay e imparando che deve combattere per ciò che pensa giusto.
La Trama seconda parte
La seconda parte del libro, con una brutalità narrativa che può evocare indirettamente la guerra e la pace, rievoca inaspettatamente e contemporaneamente l’accennata fuga dal carcere, in tutta la sua folle follia. Il lettore per un momento (che dura alcune pagine) ha l’impressione che il tempo nel romanzo sia inspiegabilmente passato di alcuni anni.
In realtà, tutto ciò è solo il risultato delle continue allucinazioni che perseguitano il protagonista ogni notte. È costantemente in bilico tra il compiacimento che deriva dalla contemplazione di un piano provvidenziale che non può capire e la disperazione che deriva dal senso di colpa in cui si materializzano tanto il rimorso per i crimini commessi quanto la vergogna per il bilancio morale e affettivo della propria vita.
La svolta si verifica apparentemente casualmente in un momento in cui i personaggi sono vicini alla morte, come accade spesso in questo racconto impegnativo. Ad esempio, il protagonista riconosce che si diverte a rappresentare l’idea del suicidio attraverso l’immersione nel mare da cui è irresistibilmente attratto. Per dirla in breve, è impossibile negare che ci sia un collegamento con la vicenda simile descritta in Siddharta. In quel momento, la mano di un vecchio amico lo trattiene con una certa dolcezza.
Smetterà presto di comunicare con Abdel Khader Khan. È riduttivo chiamarlo un capo della mafia. Prima di tutto, è una sorta di guru o filosofo con un evidente carisma, capace di insegnare al suo interlocutore ateo che Dio (nella specie, Allah) esiste in quanto impossibile, rendendo sorprendentemente attuale il discorso sulla cosiddetta prova ontologica (dell’esistenza dell’Essere supremo) che caratterizzava la filosofia medievale.
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Khader spiega in poche parole quanto sia importante un tipo di mondo delle idee (ciò che possiamo “vedere” ad occhi aperti è solo un’illusione, mentre ciò che possiamo “vedere” ad occhi chiusi è la realtà sostanziale).
È impossibile per noi credere in Dio. È possibile che lo conosciamo o non lo conosciamo.
Questa situazione esemplifica perfettamente uno dei più sorprendenti e contraddittorii aspetti dell’India delle caste, indipendentemente dal fatto che sia stato affermato che la narrazione è vera: il sincero.
Cenni sull’autore Gregory David Roberts
Ha iniziato una vita borghese dopo essere stato membro del movimento studentesco da giovane e ha sostenuto posizioni politiche estreme.
È caduto nella tossicodipendenza dopo il fallimento del suo matrimonio e la separazione dalla sua figlia. Il bisogno di denaro lo ha spinto a fare rapine a mano armata. Nel febbraio 1978 fu arrestato e processato; dopo essere stato giudicato, fu condannato a 23 anni di prigione e trasferito al penitenziario di Pentridge.
La condanna è stata ridotta in appello, ma è uscita insieme ad un altro prigioniero. Dopo aver incontrato Bombay in modo casuale, risiede nella città indiana per otto anni prestando assistenza sanitaria agli abitanti di uno slum e in un’infermeria improvvisata.
Ciò è stato possibile grazie alla sua esperienza di primo soccorso acquisita durante la sua dipendenza da droghe soccorrendo compagni di sventura in overdose e approfondita durante la sua prigione.
Dopo aver avuto contatti con la mafia di Bombay, ha lavorato come contrabbandiere di valuta, oro e passaporti prima di partire per la guerra in Afghanistan, dove ha combattuto con i mujaheddin contro le truppe sovietiche. Ha scelto di tornare in Australia per scontare la sua pena residua dopo essere stato arrestato per puro caso in Germania.
È diventato famoso grazie al romanzo Shantaram, Uomo della pace di Dio. Anche se l’autore lo ha definito un romanzo di fantasia, i suoi eventi avventurosi, inizialmente in India e poi in Afghanistan, sono ampiamente basati su fatti e luoghi reali.
Anche se i personaggi sono inventati, sono molto realistici perché sono ispirati a personaggi che le persone incontrano nella vita quotidiana. Il libro, che misura quasi 1200 pagine, ha avuto una vita difficile a causa del fatto che il manoscritto è stato perso e successivamente riscritto due volte.
La sua cassaforte contiene le poche pagine che non sono andate perdute della prima edizione, scritte in carcere e macchiate dal suo sangue. Finalmente fu pubblicata la terza stesura, che fu un grande successo editoriale.
Nel 2008, l’attore di Hollywood Johnny Depp ha acquistato i diritti del film, ma il progetto non si è mai concretizzato. Solo dopo un lungo periodo di tempo, Apple acquista i diritti del libro da Deep, comprendendo che Shantaram potrebbe essere una serie televisiva. La scoperta ha portato an una serie televisiva composta da dodici episodi, che sarà disponibile sulla piattaforma Apple TV a partire dall’ottobre 2022.
Nell’ottobre 2015 ha rilasciato il suo secondo romanzo, The Mountain Shadow, per la casa editrice Grove Atlantic. Il libro è stato chiamato L’ombra della montagna e è stato pubblicato in Italia il 3 dicembre dello stesso anno. Voglio consigliarti anche Storielle per Granchi e per Scorpioni di Luigi Lo Cascio, libro che tutti dovrebbero leggere.
La mia personale recensione sul libro
Un libro eccezionale. Non ti annoia mai, nonostante la mole, la varietà e la complessità degli argomenti trattati. I personaggi sono molto apprezzati e la scrittura è scorrevole. Nonostante il mio disprezzo per l’India, sono felice di aver imparato molto su di essa.
Shantaram la Serie TV
Shantaram, basato sul romanzo del 2003 di Gregory David Roberts, è disponibile dal 14 ottobre su Apple TV+ e si ispira alla vita vivace e criminale del suo autore. racconta la storia di Lin Ford, interpretato da Charlie Hunman di Sons of Anarchy, un rapinatore di banche australiano che riesce a fuggire dalla prigione e si trasferisce in India con l’obiettivo di iniziare una nuova vita senza problemi.
Ma i problemi lo seguono, o meglio, sembra che il protagonista non sia in grado di evitarli. Shantaram è rimasto in un limbo per molti anni. Dopo essere diventato un successo editoriale, sono stati fatti diversi tentativi per farne una trasposizione per quasi due decenni.
Il progetto di Johnny Depp e Warner, che avevano acquisito i diritti per un film, è stato abbandonato quindici anni fa perché era troppo costoso. Apple si è poi impegnata nel progetto, rendendolo una serie televisiva di dodici episodi.
Shantaram le 12 puntate
Lin sa che ha evitato il peggiore dei destini, un inferno durante la Fuga di Mezzanotte. Dopo un’evasione rocambolesca, perseguitato dagli aguzzini che lo hanno lasciato pieno di cicatrici e incubi, cerca di diventare l’emblema del villain redento.
L’esistenza di un latitante avventuroso è come una montagna russa vertiginosa, ma la sua vita da latitante a Bombay vorrebbe seguire le tappe di un percorso di redenzione. È evidente fin dall’inizio che l’adattatore per il piccolo schermo di Apple Tv+ sia una serie con una confezione impeccabile che riesce a coinvolgere il pubblico in un ambiente vivace e sgargiante.
Shantaram è bravo a ripristinare l’atmosfera di una città agitata e instabile. Le scene sono fantastiche: dai bassifondi più loschi ai palazzi coloniali, luoghi in cui Lin si lega a personaggi ambigui e traditori, ma anche an amici stretti.
La fotografia
La fotografia è meravigliosa perché mostra luci abbacinanti come il sole indiano e ombre avvolgenti che creano chiaroscuri ominosi nelle strade durante la notte. La produzione di Shantaram sembra essere un Lawrence d’Arabia del XXI secolo a causa delle riprese, delle musiche e dei costumi eccezionali.
Il centro della storia
Il centro della storia è un luogo, un café di Bombay, dove Lin si intrattiene con altri astronauti, tra cui Maurizio, un italiano. Luke Pasqualino, un britannico figlio di una napoletana e di un siciliano, ha insegnato a Hunnam come rispondere in italiano alle ingiurie che il suo personaggio lancia a Lin: Il protagonista svela le sue invettive all’avversario spiegandole con un accento meridionale invidiabile.
“Ho parenti di Padova”. Al tempo stesso, il luogo è orribile e spaventoso: Il luogo dove si riuniscono gli espatriati e i forestieri per bere, raccontarsi storie false, fare accordi per attività illecite e sedurre gli spettatori, soggiogati dal fascino di un luogo esotico e ambiguo.
Lin si muove in questo ambiente spaesato e senza sforzarsi di comprendere la cultura locale, si lascia coinvolgere da qualcuno che non dovrebbe, una sorta di Mata Hari a cui un gentiluomo come lui non può resistere.
In Shantaram, Hunnam appare meraviglioso: si è tentati di guardare la serie solo per lui, per la sua splendida bellezza e per l’alone rassicurante che emana dalla sua ingenuità, bontà e semplicità mentale. Il passato del personaggio è spaventoso, e i flashback che si alternano tra ricordi, allucinazioni e incubi indicano che Lin sia un uomo profondamente traumatizzato e turbato, un uomo complicato.
È, invece, un personaggio estremamente semplice, gentile e divertente, che incarna lo stereotipo di un fustaccione gentile con il carisma di Johnny Bravo e una personalità simile al biondo palestrato del cartone eponimo.
Dove poteva essere migliorata
Lo svolgimento di Shantaram è il suo difetto.
Sfortunatamente, lo show non funziona bene con la sceneggiatura: In un capitolo di Bond, il villain (l’astuto criminale Khan, interpretato da Alexander Siddig di Star Trek: Deep Space Nine) e la bond girl (la sibillina e distaccata Karla, interpretata da Antonia Desplat di The French Dispatch) non si combinano con le riflessioni filosofiche della storia.
Sono piuttosto ridicole e pretenziose. Sebbene Shantaram trasuda grandi aspirazioni di produzione, il risultato finale rivela l’incapacità dei suoi autori di instillare coesione e ritmo, di traslarne il vortice di emozioni e di trasmettere efficacemente una storia incredibile sullo schermo. Sebbene Shantaram sia un’opera spettacolare, la sua narrativa avrebbe potuto essere migliorata.
Il film
Condannato a diciannove anni di carcere per una serie di rapine a mano armata, un eroe australiano fugge dalla prigione e vive una vita randagia fino a trovare rifugio in India. Qui, l’uomo si presenta come Lindsay e diventa uno Shantaram, un uomo della pace di Dio.
Allestisce un ospedale per i poveri e i mendicanti della città, recita nei film di Bollywood e ha rapporti pericolosi con la mafia indiana. La sua vita avventurosa lo porta poi a combattere con gli estremisti islamici in Pakistan e in Afghanistan.
- TITOLO ORIGINALE Shantaram
- GENERE Azione, Dramma, Film Americani,
- NAZIONE Stati Uniti
- CAST Amitabh Bachchan, Johnny Depp,
- ANNO DI DISTRIBUZIONE 2008













